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		<title>LA NUOVA SINISTRA IN CAMMINO&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 12:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio lunghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bagnoli - Fuorigrotta]]></category>
		<category><![CDATA[Temi nazionali]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/manifestodemagvend.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-285" title="manifestodemagvend" src="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/manifestodemagvend-724x1024.jpg" alt="manifestodemagvend" width="380" height="498" /></a></p>
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		<title>IO STO CON EMERGENCY!</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 13:39:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio lunghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Emergency]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli ultimi sviluppi lo confermano, a Laskar Gah era in atto un  «complotto»: quello del governo afghano e delle forze Nato per prendere  possesso dell’ospedale di Emergency ed eliminare testimoni scomodi in  una zona dove il conflitto tra occupanti e occupati è sempre più  accanito. Un «complotto» che ha visto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/Emergency.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-281" title="Emergency" src="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/Emergency.JPG" alt="Emergency" width="381" height="226" /></a>Gli ultimi sviluppi lo confermano, a Laskar Gah era in atto un  «complotto»: quello del governo afghano e delle forze Nato per prendere  possesso dell’ospedale di Emergency ed eliminare testimoni scomodi in  una zona dove il conflitto tra occupanti e occupati è sempre più  accanito. <span id="more-280"></span>Un «complotto» che ha visto la complicità del nostro governo  che invece di chiedere subito la liberazione dei tre cooperanti di  Emergency (come sollecita anche il Pd) prima ha seminato dubbi  sull’operato dell’organizzazione umanitaria creata da Gino Strada e ora  chiede l’accelerazione delle indagini!</p>
<p style="text-align: justify;">Quali indagini se le autorità afghane smentiscono se stesse in  continuazione e non sono state in grado di formulare un’accusa nei  confronti dei tre italiani, trattenuti oltre i limiti della stessa, poco  rassicurante, giustizia afghana? L’ambasciatore italiano incaricato di  seguire il caso, dopo una prima visita a Dell’Aira, Garatti e Pagani non  ha nemmeno più potuto incontrarli.</p>
<p style="text-align: justify;">Incredibilmente, il governo italiano di fronte all’arroganza  dell’insostenibile presidente afghano Hamid Karzai e della Nato non alza  un dito. Forse non aspettava altro per regolare i conti con chi, come  Emergency, è colpevole di essere sempre stata contro la guerra, contro  gli eserciti che disseminano mine mutilando soprattutto bambini e di  aver prestato cure a tutte le vittime di tanti orrori.Il governo  italiano invece di difendere dei medici italiani, che si sono distinti  per la loro professionalità in tutti i paesi più martoriati del mondo,  si unisce al coro dei detrattori, di coloro che non vogliono testimoni  di una guerra sempre più sporca.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello di Lashkar Gah rappresenta un precedente pericoloso: se in  luoghi di conflitto i medici non potranno più operare e i giornalisti  già non ci sono più per testimoniare tutto potrà succedere nell’assoluta  omertà. Oggi il ministro degli esteri Frattini dovrà riferire alla  camera e al senato, speriamo che assuma una posizione più dignitosa di  quella mantenuta finora. Altrimenti per tutti gli italiani sarà sempre  più difficile impegnarsi in giro per il mondo in operazioni umanitarie,  sarà sempre più arduo ergersi a difensori dei diritti umani e civili  quando è il nostro stesso governo a ignorarli. Salvo poi vantarsi di  contribuire alla ricostruzione del sistema giudiziario in Afghanistan:  chi potrà più crederci, se qualcuno ci aveva mai creduto, dopo la beffa  di Lashkar Gah?</p>
<p style="text-align: justify;">Forse quello che sta avvenendo è solo l’inevitabile conseguenza della  partecipazione a una guerra che continua a degenerare di fronte  all’impossibilità di avere il controllo del paese. La logica conseguenza  dovrebbe essere il ritiro (prima di questa coalizione lo avevano fatto i  britannici e anche i sovietici) ma la Nato non vuole arrendersi nel suo  primo intervento fuori dai confini. Eppure la sconfitta è fin troppo  evidente, nessun obiettivo stabilito è stato raggiunto: al Qaeda si va  sempre più estendendo, i taleban controllano buona parte  dell’Afghanistan, la coltivazione dell’oppio è sempre più fiorente ed è  l’unica risorsa del paese oltre che dei signori della guerra, mentre la  democrazia resterà a lungo un miraggio.</p>
<p style="text-align: justify;">FONTE: Giuliana Sgrena da Il Manifesto</p>
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		<title>IL 28 E 29 MARZO, VOTA SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA&#8217; E SCRIVI &#8220;CAMMARDELLA&#8221;!</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 19:37:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio lunghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti regionali]]></category>

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		<description><![CDATA[
APPELLO AL VOTO PER SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA&#8217; DI NICHI VENDOLA
Due anni fa una notte profonda è calata sul nostro paese.  Convinta di aver conquistato, grazie a una seduzione bugiarda, il potere  assoluto, la destra di Silvio Berlusconi ha creduto di potersi  permettere tutto. E tutto si è permessa. Ha mentito e ingannato. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/FAC-SIMILE-Retro.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-263" title="FAC-SIMILE Retro" src="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/FAC-SIMILE-Retro.jpg" alt="FAC-SIMILE Retro" width="380" height="259" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em>APPELLO AL VOTO PER SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA&#8217; DI NICHI VENDOLA</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Due anni fa una notte profonda è calata sul nostro paese.  Convinta di aver conquistato, grazie a una seduzione bugiarda, il potere  assoluto, la destra di Silvio Berlusconi ha creduto di potersi  permettere tutto. E tutto si è permessa. <span id="more-275"></span>Ha mentito e ingannato. Ha  ignorato la realtà e le sue esigenze per sostituirla con uno zuccheroso  fondale di cartapesta. Ha fatto dell’esercizio del potere una pratica  quotidiana di licenza e abuso. Ha reclamato con fragorosa arroganza il  diritto feudale all’impunità. Ha stracciato diritti, umiliato il lavoro,  seminato intolleranza, coltivato egoismi, beffeggiato come ciarpame e  impaccio ogni solidarietà.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Queste tenebre da cui siamo oggi circondati non sono il frutto di  un’eclisse improvvisa e imprevedibile. Sono il prodotto di una lunga  controrivoluzione culturale a cui moltissimi hanno messo mano. Si sono  addensate nel corso di un quasi vent’anni, mentre giorno dopo giorno  veniva circoscritto e infine cancellato ogni spazio pubblico, denunciato  come intollerabile ciarpame ogni diritto, smantellata la centralità del  lavoro, sequestrato e poi dissezionate in vacue pillole pubblicitarie  quel bene comune essenziale che era e deve tornare a essere la politica.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’illusione di invulnerabilità e impunità politica che ha  alimentato in questi due anni l’orgia del potere berlusconiano è  infondata. Scricchiolii sempre più numerosi e sempre più stridenti  rivelano che lo scintillante castello del berlusconismo, fondato com’è  sulle sabbie mobili di un colossale inganno, si avvia verso un rovinoso  crollo. Ma uscire da questa ombra non sarà possibile senza restituire  alle parole svuotate il loro spessore e il loro senso: senza riprendere  possesso della politica e riportare la democrazia al suo significato di  reale potere del popolo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Queste elezioni possono segnare l’inizio della fine per chi, in  nome del popolo, ha sottratto al popolo il diritto di decidere sulle  proprie sorti e ha ridotto la libertà a sterile facoltà di scegliere tra  vuoti prodotti di consumo politico.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E’ ora che quelle parole, popolo e libertà, si spoglino del  carattere sinistramente ironico di cui li ha ammantati la destra e  tornino alle loro origini, al loro eterno valore, al loro vero e  profondo significato.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>NICHI VENDOLA<br />
</em></p>
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		<title>PERCHE&#8217; VOTARE PER SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 21:59:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio lunghini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Antonella Cammardella]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra Ecologia Libertà]]></category>

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		<title>INVESTIRE NEL SOCIALE PER USCIRE DALLA CRISI</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 19:29:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio lunghini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/LaPerla.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-270" title="LaPerla" src="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/LaPerla-487x1024.jpg" alt="LaPerla" width="380" height="800" /></a></p>
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		<title>PER L&#8217;ACQUA PUBBLICA CI METTO LA FIRMA!</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 20:15:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio lunghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Domattina alle 10.30 parteciperò al presidio in piazza San Domenico Maggiore organizzato dal circolo di Sinistra Ecologia Libertà del centro di Napoli  per raccogliere le firme contro la privatizzazione dell&#8217;acqua e  le adesioni per partecipare alla manifestazione nazionale del 20 marzo per l&#8217;acqua pubblica.
Noi di Sinistra Ecologia e Libertà riconosciamo e ci battiamo affinchè l&#8217;acqua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/Per-lacqua-pubblica.jpg"><img class="size-full wp-image-265  alignleft" title="Per l'acqua pubblica" src="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/Per-lacqua-pubblica.jpg" alt="Per l'acqua pubblica" width="375" height="539" /></a>Domattina alle 10.30 parteciperò al presidio in piazza San Domenico Maggiore organizzato dal circolo di Sinistra Ecologia Libertà del centro di Napoli  per raccogliere le firme contro la privatizzazione dell&#8217;acqua e  le adesioni per partecipare alla manifestazione nazionale del 20 marzo per l&#8217;acqua pubblica.<span id="more-266"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Noi di Sinistra Ecologia e Libertà riconosciamo e ci battiamo affinchè l&#8217;acqua rimanga un bene comune ed un diritto  per ogni cittadino al punto da chiedere che sia l&#8217;ONU a riconoscerne lo status.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo contro, quindi, il  decreto Ronchi che impone, invece, la privatizzazione di una risorsa  cruciale per la vita, come e’ l’acqua, che non puo’ essere considerata  una merce, ma che e’ invece un diritto che deve essere universalmente  garantito.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questi stessi motivi siamo al fianco del Forum Nazionale per l’acqua in questa campagna  referendaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Antonella</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;LO SPETTRO DEL CAPITALE&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 10:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio lunghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[capitale]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sono intervenuta alla presentazione del libro &#8220;Lo spettro del capitale&#8221; organizzata dall&#8217;associazione Caracol. Alla discussione ha preso parte, e non poteva essere altrimenti, anche uno degli autori, Sergio Bellucci, esperto in comunicazione  e compagno di vecchia data. 
E&#8217; stato per me un momento in cui staccare la spina dai temi soliti di questa campagna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/9788875781378.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-253" title="9788875781378" src="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/9788875781378.jpg" alt="9788875781378" width="175" height="266" /></a>Ieri sono intervenuta alla presentazione del libro &#8220;Lo spettro del capitale&#8221; organizzata dall&#8217;associazione Caracol. Alla discussione ha preso parte, e non poteva essere altrimenti, anche uno degli autori, Sergio Bellucci, esperto in comunicazione  e compagno di vecchia data. <span id="more-254"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; stato per me un momento in cui staccare la spina dai temi soliti di questa campagna elettorale, e lanciarmi in una &#8220;chiacchierata&#8221; appassionata ed appassionante (vista anche l&#8217;attenzione e la partecipazione che l&#8217;incontro ha avuto..) sulle  forme nuove del capitalismo. Il libro ci ha dato questo spunto di riflessione:  durante gli ultimi vent’anni il capitalismo ha conosciuto un cambiamento epocale: da un’economia prevalentemente materiale, veicolata dalla legge della domanda e dell’offerta e dalla produzione di merci fisiche, si è passati a un’economia dell’immateriale e alla produzione di un bene intangibile e non “mercificabile”: la conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito che si è sviluppato è stato condito da tanti interventi, anche da parte di qualcuno dei tanti giovani che hanno preso parte all&#8217;iniziativa e che avvertiva quest&#8217;argomento molto vicino alla propria condizione di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul tema del libro, penso che in questo passaggio dal capitalismo &#8220;materiale&#8221; a quello &#8220;immateriale&#8221; si stia verificando un pericoloso attrito: il capitalismo tende infatti ad assorbire nelle proprie logiche di privatizzazione e mercificazione il processo produttivo della conoscenza, che per sua stessa natura è un bene comune e collettivo, soffocandone così lo sviluppo. La sinistra deve ripartire proprio dall&#8217;analisi dei segni di quanto sta avvenendo, per poi interpretarli e farsi carico dei bisogni dei lavoratori. Credo sia necessario lo sviluppo di una una nuova logica produttiva, che oggi sta già emergendo autonomamente dal corpo sociale, basata sugli stessi principi su cui si fonda la diffusione della conoscenza: condivisione, cooperazione e democraticità. Rendersi, quindi, non solo fruitori della produzione immateriale, ma diretti produttori.</p>
<p style="text-align: justify;">Se è vero, come credo che sia, che oggi l’egemonia non è più nella coscienza di classe, com&#8217;è stato per tutto il novecento, ma nella formazione di  senso, La sinistra del nuovo millennio deve, secondo me, creare strutture politiche dove la produzione di conoscenza e di senso  non sia ristretta a pochi ma diventi un grande processo collettivo e  continuo. Solo in questo modo potrà contrastare la desertificazione culturale che le  politiche berlusconiane hanno promosso nell’ultimo ventennio.</p>
<p>Antonella</p>
<p style="text-align: center;">LE FOTO DELL&#8217;INIZIATIVA</p>

<a href='http://antocammardella.altervista.org/blog/temi-nazionali/254/lo-spettro-del-capitale/attachment/15032010407/' title='15032010407'><img width="150" height="150" src="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/15032010407-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="15032010407" /></a>
<a href='http://antocammardella.altervista.org/blog/temi-nazionali/254/lo-spettro-del-capitale/attachment/15032010406/' title='15032010406'><img width="150" height="150" src="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/15032010406-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="15032010406" /></a>

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		<title>SI ALLE REGOLE, NO AI TRUCCHI: NICHI VENDOLA IN PIAZZA DEL POPOLO</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 21:09:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio lunghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><object style="width: 380px; height: 313px;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="380" height="313" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="Nichi in Piazza del popolo - Roma" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_18JJMhnybE&amp;feature" /><param name="align" value="top" /><embed style="width: 380px; height: 313px;" type="application/x-shockwave-flash" width="380" height="313" src="http://www.youtube.com/v/_18JJMhnybE&amp;feature" align="top" name="Nichi in Piazza del popolo - Roma"></embed></object></p>
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		<title>SABATO 13 MARZO 2010: DIFENDIAMO LA DEMOCRAZIA ED I DIRITTI DEI LAVORATORI</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 18:53:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio lunghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temi nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
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Aderisco con convinzione alla manifestazione di sabato prossimo, 13 marzo,  a piazza del Popolo a Roma per gridare &#8220;Sì alle regole, no ai trucchi&#8221;.
Penso sia un fatto positivo che, davanti al pericoloso attacco alla legge e, quindi, alla democrazia, tutto il centro-sinistra abbia trovato un&#8217;importante unità. Inoltre, tante sono le associazioni che da subito hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/sabato13.jpg"></a><a href="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/sabato13.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-237" title="sabato13" src="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/sabato13.jpg" alt="sabato13" width="378" height="154" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Aderisco con convinzione alla manifestazione di sabato prossimo, 13 marzo,  a piazza del Popolo a Roma per gridare &#8220;Sì alle regole, no ai trucchi&#8221;.<span id="more-236"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Penso sia un fatto positivo che, davanti al pericoloso attacco alla legge e, quindi, alla democrazia, tutto il centro-sinistra abbia trovato un&#8217;importante unità. Inoltre, tante sono le associazioni che da subito hanno garantito la loro presenza: Anpi, Arci, Articolo 21, Libertà e giustizia, Giovani per la costituzione, Rete degli studenti, Giosef (giovani senza frontiere), Asso giovani (giovani imprenditori), Giovani insieme, Gaiax, Valori e futuro, Aics, Gioventu’ attiva, Udu, Martelive, Rete dei festival, Coordinamento genitori democratici, Comitato scuola e costituzione, Centro d’iniziativa democratica degli insegnanti, Movimento di cooperazione educativa, Auser, Vas, Equivita, Lac.</p>
<p style="text-align: justify;">Il documento sottoscritto da tutti i promotori della manifestazione, e che condivido, spiega che &#8220;eventi gravi e senza precedenti stanno mettendo in pericolo i principi fondamentali della convivenza civile nel nostro paese. Con un atto inaudito, di cui e’ pienamente responsabile, il governo ha modificato in corso d’opera le regole elettorali per garantire la sua parte politica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;iniziativa del governo Berlusconi di dare vita ad un decreto che, in sostanza, consente al PDL di far ammettere la propria lista alle regionali nel Lazio, dimostra una volta di più l&#8217;idea che questa gente ha della democrazia.  Questo atto di arroganza verso le istituzioni e gli organi di garanzia, insulta non solo le altre parti politiche impegnate nella competizione elettorale, ma milioni di cittadini perbene che nella loro vita quotidiana rispettano le regole alle quali oggi vedono una parte politica autorizzata a sottrarsi a suo piacimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il decreto salva-liste non e’ che l’ultima di una serie di deformazioni dei meccanismi democratici alle quali assistiamo da troppo tempo. Il processo legislativo, anziché alle Camere, e’ affidato ormai quasi esclusivamente ai decreti d’urgenza emanati dal governo, e il continuo ricorso ai voti di fiducia riduce ulteriormente il contributo del Parlamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Le energie del governo, anziché affrontare la crisi economica sempre più grave e l’allarmante riemergere della corruzione, sono concentrate nel campo giudiziario su leggi ad personam e nel campo fiscale sui condoni. Il governo riduce, anziché aumentarle, le garanzie per la trasparenza degli appalti. Si impegna in vaghe quanto onerose promesse di ritorno al nucleare invece di investire sull’ambiente, sulla green economy, sulle energie rinnovabili e su iniziative immediatamente praticabili per la lotta ai cambiamenti climatici. E proprio mentre le conseguenze della crisi economica si fanno sentire con più forza sull’occupazione, abbatte le tutele dei diritti e della dignità del lavoro, fino ad arrivare allo svuotamento di fatto dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Anche l’informazione e’ sotto attacco, la stampa di idee e’ ridotta in una situazione precaria, si tagliano le risorse alle emittenti locali e, proprio in campagna elettorale, stravolgendo lo spirito della legge sulla par condicio, anziché garantire visibilità a tutte le opinioni viene imposto il silenzio agli spazi televisivi di dibattito politico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo dovrebbe scusarsi per gli errori compiuti e il disagio causato ai cittadini per conto di quei loro &#8220;dirigenti  politici&#8221; che non hanno svolto bene i propri compiti invece, ancora una volta, i problemi di una parte prevalgono sull’interesse generale.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo debba essere interesse di tutti i cittadini italiani, a prescindere dalle loro convinzioni politiche, difendere  le regole che salvaguardano i diritti di tutti. La sovranità – recita il primo articolo della nostra Carta fondamentale – appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessun governo e nessuna maggioranza uscita dalle urne possono derogare a questo principio e modificare le regole della convivenza civile per le loro esigenze di parte.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; il momento di una presa di coscienza, di una riscossa democratica!</p>
<p style="text-align: justify;">Le elezioni regionali sono l’occasione per fermare questa deriva e per dire che chi governa deve cominciare finalmente a occuparsi dei problemi degli italiani e ad agire nell’interesse del suo paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 13 marzo bisogna andare in piazza del Popolo a Roma!</p>
<p style="text-align: justify;">Antonella</p>
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		<title>SPETTACOLO: SE 12000 POSTI DI LAVORO A RISCHIO SEMBRANO POCHI&#8230;.</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 12:47:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio lunghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Temi nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nell&#8217;ultima settimana ho promosso due incontri con gli operatori e le operatrici del mondo dello spettacolo, con lo spirito di ascoltare le problematiche di un comparto che vive mille difficoltà e che, durante il mio lavoro istituzionale, ho cercato di seguire.

Sono infatti stata promotrice e firmataria di una legge quadro che mettesse ordine nella categoria e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/agf_16309103_45130.jpg"><img class="size-full wp-image-221  aligncenter" title="agf_16309103_45130" src="http://antocammardella.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/agf_16309103_45130.jpg" alt="agf_16309103_45130" width="318" height="193" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ultima settimana ho promosso due incontri con gli operatori e le operatrici del mondo dello spettacolo, con lo spirito di ascoltare le problematiche di un comparto che vive mille difficoltà e che, durante il mio lavoro istituzionale, ho cercato di seguire.</p>
<p><span id="more-220"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sono infatti stata promotrice e firmataria di una legge quadro che mettesse ordine nella categoria e che desse un sistema alla modalità di accesso al fondo per lo spettacolo.<br />
Questi incontri nascono anche alla luce del fatto che, in commissione al parlamento, c&#8217;è una legge che mira al taglio ulteriore dei fondi destinati allo spettacolo, cosa ancor più preoccupante, dal momento che la regione in questo modo è costretta a supplire ulteriormente alle mancanze dello stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il comparto dello spettacolo in Italia è maggiore rispetto a quello degli operai ch lavorano alla Fiat, può considerarsi una vera e propria forza economica. Non solo, in questo clima di oscuramento culturale che il governo Berlusconi ha messo in campo, dove la televisione impera e impone modelli a-culturali volti all&#8217;appiattimento delle menti, è necessario salvaguardare questa risorsa importantissima per il nostro futuro: la cultura e coloro che operano in questo ambito sono un bene primario della nostra società.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; notizia di ieri, purtroppo, che la Regione Campania non ha completato il finanziamento proprio della legge regionale sullo spettacolo , la n. 6.</p>
<p style="text-align: justify;"> Considero questa cosa gravissima per due ragioni: innanzitutto perché incide ancora di più sulla crisi economica che vive il settore dello spettacolo nella nostra regione, e poi perché demolisce il lavoro di ascolto, confronto, integrazione e miglioria del testo della legge n. 6 compiuto negli anni 2005 e 2006 insieme alle rappresentanze di categoria. Nonostante il fatto che la legge guardasse molto ad un riordino delle realtà esistenti e non ad un’ effettiva innovazione culturale essa, però, garantiva trasparenza nella distribuzione dei fondi dello spettacolo, e soprattutto ne riservava l’accesso a quei soggetti in possesso di requisiti di alta qualità e permetteva agli operatori di avere una maggiore tranquillità di programmazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa mancata approvazione, peraltro, giunta in Consiglio con un grave ritardo,  inficia un lavoro condotto con tanta passione. Soprattutto mi dispiace perché favorisce la presenza di una serie di finanziamenti per progetti di spettacolo ed eventi occasionali, ed era proprio quello che si voleva evitare con la legge n. 6: dare forza e solidità all’ordinario, smettere l’elargizione di finanziamenti a pioggia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò mette in ginocchio un’economia obbligata per legge al rispetto dei contratti nazionali di categoria e allo sviluppo di un indotto che crea lavoro stabile e non occasionale. Emblematici sono il caso del museo MADRE, che dispone di cospicui fondi vincolati ad attività di grande pregio sociale e culturale, ma che non possono essere spesi per il personale della struttura; ed il caso del TRIANON, che rischia per una cifra irrisoria di chiudere un’attività vitale all’interno di un quartiere come Forcella. In quest’ ottica lo stesso Festival Teatro di Napoli, che abbiamo a suo tempo salutato come grande occasione culturale e di ricchezza per la città, nell’ottica del turismo mordi e fuggi, rischia di diventare una manifestazione che assorbe risorse cospicue, e finisce per svuotare i fondi destinabili all’ordinario piuttosto che sviluppare le attività e le professionalità del comparto operante sul territorio, un comparto che contempla 12.000 operatori censiti dall’ENPALS, un numero superiore a quello degli operai FIAT.</p>
<p style="text-align: justify;">Per cui, mi associo e sostengo le iniziative di lotta che gli operatori dello spettacolo metteranno in campo in seguito a questo mancato provvedimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Antonella</p>
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